Alcuni dei protagonisti della fashion week di Parigi, sono stati Marc Jacorbs, Miuccia Prada e Alexander McQueen. Le loro sfilate, oltre ad essere una "bella lotta" di effetti speciali e location è stata anche una lotta tra giganti della creatività.
Marc Jacobs, ha lavorato in un contrasto netto rispetto alla stagione passata, con il romantico che lascia il posto a una precisione matematica, tra forme stilizzate e fiori astratti. Il tema ricorrente è la griglia dei quadrati, omaggio al celebre Damier della maison che data 1888. Sempre due le modelle e dualismo nelle forme, allungate e sobrie, gioco di scacchi e di chic, di giacche dritte e di scarpe col tacco 5 alleggerito, di borse Envelope e Flat destinate al successo come i cerchietti di vernice col fiocco sui capelli.
La donna di Miuccia Prada, invece, è molto elegante ma tutta sbagliata, sempre molto chic, con materiali belli, rovinati e trattati al messimo. Il jeans diventa couture tanto è ricco di ricerca e foderato con la duchesse per soprabiti e tailler. La pelliccia d'estate resta l'ultimo tabù commerciale, trattata tie&day e dunque come macchiata. Defilè magistrale che ha riempito occhi cuore e testa dei presenti con un'immagine aggressiva ma un pò imborghesita, cattiva ma fresca, coi decolletè rosso camelia, la borsa piatta, i guanti lunghi, le giacche svasate dal tailoring perfetto, le gonne strette e lunghe al polpaccio con lo spacco dietro, i gioielli di ferro e cristallo al posto dei bottoni, tutto di una semplicità disarmante che sembra nuova. Sempre la stola di volpe con le macchie che la rendono contemporanea.
Spettacolo sublime quello dello stilista McQueen; tessuti damascati delle giacche come corazzate, nei cappelli misteriosi, nelle borse che tutte vorremmo avere, negli abiti da ballo tutti balze di dalie e di papaveri. Parigi ha chiuso con charme una fashion week caratterizzata del lusso e della creatività.
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